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Appello finale pre elettorale della lista "PerunnuovoCroi"

 

22/11/2014

Gentile Collega,
torniamo a chiederti non più di pochi minuti di attenzione prima delle elezioni del rinnovo del Consiglio Direttivo della nostra associazione, che si terranno a Rimini il 27 e 28 novembre p.v. Come saprai per la prima volta è previsto un confronto tra due liste che porterà alla elezione di 7 consiglieri provenienti da un listino nazionale e di 8 consiglieri da macro-aree, individuate dallo statuto del CROI, (in queste ultime si dovrà esprimere un voto uninominale).

Arriviamo ultimi nel proporci a te, non certo per ritardo, ma perché pensavamo fosse corretto lasciar spegnere gli echi di chiacchiere e polemiche che non sempre hanno avuto il pregio di proporre, anziché di contrapporsi.

Siamo certi che queste contrapposizioni però non siano tra gli uomini e le donne che disputano, ma solo sfide di idee e di punti di vista! E senza idee non è possibile nessuna programmazione ed azione. Perciò questa tornata elettorale non potrà che essere un bene ed una espressione di vera democrazia. La nostra lista non ha persone sopra le altre, non ha uomini o donne predestinati.

Abbiamo inviato una richiesta a candidarsi a tutti i soci e 25 di essi hanno accettato di effettuare delle consultazioni primarie, dalle quali sono scaturiti 8 candidati per la lista nazionale (7 eleggibili) e 8 candidati per le macro-aree regionali. Pensiamo di aver fornito a tutti, così, la possibilità di rappresentanza.

Ti scriviamo perché ci sembra doveroso proporti i nomi dei colleghi e delle colleghe che hanno aderito alla nostra lista (il cui elenco e la presentazione troverai in allegato) e che si propongono alla competizione elettorale nella lista “per un nuovo CROI”, ma soprattutto perché vorremmo tu aderissi alle nostre idee, conferendo ad esse possibilità di divenire accorta programmazione, ed infine azione creativa.

La nostra prima idealità è quella di restare autonomi, ma di collaborare strettamente con la SIR, che in questi anni, per definizione statutaria e vocazione, ha avuto troppo poco peso in ambito della società civile ed amministrativa, per affermare le esigenze della nostra branca. Essa, può e deve fare ricerca e formazione, organizzare l’aggiornamento scientifico e la formazione continua dei reumatologi italiani, ma in questi anni non è riuscita mai ad incidere sul tessuto sociale nazionale, né presso le regioni, tantomeno presso le singole Aziende del sistema sanitario italiano. Ciò che prioritariamente ci poniamo, quindi, è di cambiare strada rispetto al vecchio CROI ed alla SIR, creando una struttura associativa fortemente incentrata sui territori regionali, con radicazioni presso i singoli assessorati, al fine di controllare e di proporre che presso ogni singolo piano di assistenza regionale la voce “reumatologia” non cada nel dimenticatoio. Un tale posizionamento del CROI a cavallo tra la società scientifica (SIR) e quelle dei malati è la giusta interpretazione di una nuova e chiara identità associativa, che negli ultimi anni era andata persa.

La seconda idealità è quella di creare una nuova cultura dell’assistenza in reumatologia in Italia, partendo da una più corretta gestione delle potenzialità della nostra branca, oggi strutturata in due livelli assistenziali (ambulatorio e ricovero), e che al momento non riesce ancora a proporsi con strutture intermedie territorio-ospedale. Spesso, forse abituati a piangerci addosso, non ci rendiamo conto degli enormi numeri che la nostra branca possiede e della forza che essa può perciò esprimere. Pensiamo, infine, che l’ospedale, per gli elevati costi, non sia lo spazio ideale in qualsiasi luogo per una assistenza di primo e secondo livello specialistico e che, prima che il SSN tagli ulteriormente la Reumatologia, dobbiamo avere la capacità di proporre il “nuovo”.

Non abbiamo assolutamente un’idea, se non approssimativa, di quanti pazienti reumatologici esistano oggi in Italia, se non in una forma deduttiva1 (21% degli adulti come negli USA?), né sappiamo quanti specialisti reumatologi operino sul territorio, negli ospedali pubblici e privati o presso le università. Questo costituisce perciò la terza idealità: conoscere per programmare. Insieme ad alcune aziende private, e in collaborazione con SIR, intenderemmo avviare una serie di studi epidemiologici che ci possano portare a definire il peso sociale di queste malattie.

La quarta idealità è quella di interrompere, nel nuovo CROI, meccanismi societari a rischio di bassa partecipazione sociale degli iscritti. Il direttivo avrà consiglieri ognuno con deleghe, tempi e possibilità di spesa verso l’attuazione delle azioni certamente degne di essere proposte dal nostro direttivo. Saranno riformate le sezioni regionali intorno ad un delegato nominato dal CD CROI presso l’Assessorato regionale. Il nostro congresso annuale, poi, si muoverà in modo congiunto alla SIR, qualora i nuovi CD lo reputino idoneo, con nette separazioni dei giorni, dei temi che toccheremo e delle segreterie organizzative. Durante tutto l’anno, poi, si svolgeranno incontri formativi di real-life sui territori delle macro-aree, secondo l’esperienza dei “Real Life Rheumatologists” recentemente proposti ed effettuati a Firenze ed a Benevento.

La quinta idealità è in realtà la principale, ed è quella di porre i pazienti al centro di tutte le nostre azioni in una collaborazione continua con tutte le loro associazioni, intervenendo in modo attivo alle loro giuste iniziative ed invitandoli a costituire un vero e proprio “tribunale dei diritti dei malati reumatici” che ci sia di sprono ad individuare ed a correggere gli errori assistenziali, per rispondere meglio alle loro più valide esigenze. Pertanto, inviteremo a partecipare le associazioni più collaborative al nostro direttivo, di volta in volta, con l’intento di intraprendere specifiche azioni comuni.
La sesta idealità, infine, è quella di dover formare alla pratica clinica, negli ospedali e sul territorio, i giovani reumatologi che escono dalle università, accogliendoli con dignitosi contratti di lavoro, da progettare in ambito CROI. Infatti, se in ambito scientifico la SIR ha costruito meccanismi che attraverso borse di studio apportano nuova linfa alla ricerca, ancora nulla si è fatto in modalità assistenziale presso gli ospedali e le ASL. Il nuovo CROI, attraverso regolari bandi di concorso annuali o triennali, con fondi derivanti da una fondazione appositamente creata, potrebbe avviare al lavoro degnamente la generazione dei reumatologi di domani.

Come vedi non pensiamo a creare contrapposizione con altri colleghi del CROI o della SIR, ma intendiamo proporti idee e azioni nuove per percorrere, se vuoi insieme a noi, una strada che non può che portare al progresso. Le idee, sempre, hanno bisogno di persone che le rendano credibili e di altre che le concedano fiducia, perché le sentono degne di fede. Ti chiediamo perciò di guardare al “nuovo” che avanza ed al cambiamento della nostra società, come un ideale che può diventare realtà, anche col tuo aiuto.
Se senti che ci sia del buono in quanto esposto, dacci fiducia, perché avremmo voglia di dimostrarti che si può cambiare in meglio, anche in Italia e nel nostro piccolo settore.

Ti ringraziamo per l’attenzione che ci hai dedicato.

Se vuoi siamo sempre disponibili al dialogo ed all’approfondimento.

Scrivici a: perunnuovoCROI@gmail.com

Grazie.

Per il Comitato “per un Nuovo CROI”

Stefano Stisi


1.    Lawrence RC, Felson DT, Helmick CG, Arnold LM, Choi H, Deyo RA, Gabriel S, Hirsch R, Hochberg MC, Hunder GG, Jordan JM, Katz JN, Kremers HM, Wolfe F; National Arthritis Data Workgroup. Estimates of the prevalence of arthritis and other rheumatic conditions in the United States. Arthritis Rheum. 2008 Jan;58(1):26-35



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