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Gotta, rilonacept sicuro ed efficace in fase III nel ridurre il rischio di riacutizzazioni

 

29/7/2014

Il trattamento con rilonacept è sicuro ed efficace nella prevenzione delle riattivazioni della gotta in pazienti che iniziano la terapia ipouricemizzante o sono già sottoposti a tale terapia. A evidenziarlo sono i risultati dello studio RESURGE, un trial multicentrico internazionale di fase III, pubblicato da poco sul Journal of Rheumatology.

Rilonacept è un inibitore solubile dell’interleuchina-1 (IL-1) che si lega a entrambi le forme, alfa e beta, di questa citochina infiammatoria, impedendo l’attivazione dei recettori cellulari.

Attualmente il farmaco è approvato solo per il trattamento delle sindromi periodiche associate alla criopirina (CAPS), ma si è dimostrato efficace sia in fase II sia in fase III anche nella riduzione delle riacutizzazioni di gotta che si verificano all’inizio della terapia ipouricemizzante.

Tuttavia, spiegano gli autori nell’introduzione, “era importante dimostrarne la sicurezza e l’efficacia in una popolazione ampia, che possa essere più rappresentativa della popolazione che si incontra nella pratica clinica rispetto a quella valutata nei trial precedenti”.

Tale popolazione dovrebbe includere i pazienti che iniziano la terapia con agenti ipouricemizzanti, quelli che la stanno già facendo e anche i soggetti con comorbilità rilevanti. Gli autori dello studio, guidati da John S. Sundy, della Duke University di Durham, hanno quindi valutato in primis la sicurezza e, come endpoint secondario, l'efficacia di rilonacept 160 mg somministrato una volta alla settimana per via sottocutanea nella prevenzione delle riacutizzazioni della gotta proprio in una popolazione di questo tipo.

A tale scopo, hanno arruolato 1315 pazienti gottosi di età compresa tra i 18 e gli 80 anni in diversi centri situati negli Stati Uniti e in Sudafrica, Europa e Asia, e li hanno trattati con iniezioni sottocutanee settimanali di rilonacept 160 mg o placebo per 16 settimane, seguendoli poi per ulteriori 4 settimane, per poter valutare la sicurezza del trattamento, misurata in base all’incidenza degli eventi avversi e ai valori di laboratorio.

Le caratteristiche cliniche e demografiche dei partecipanti erano simili nei due gruppi di trattamento; la stragrande maggioranza era di sesso maschile (87,8%) e l’età media era di 52,7 ± 11,3 anni.

I pazienti che hanno manifestato uno o più eventi avversi sono risultati il 66,6% nel gruppo rilonacept e il 59,1% nel gruppo placebo. Nel gruppo in trattamento attivo ci sono stati un po’ più abbandoni dello studio legati agli effetti collaterali che non nel gruppo di controllo (4,7% contro 3,0%), soprattutto a causa della maggiore incidenza delle reazioni nella sede dell’iniezione (15,2%con  rilonacept contro 3,3% con placebo).

Gli eventi avversi più comuni sono stati cefalea, artralgia, eritema nel punto dell’iniezione, overdose accidentale e dolore alle estremità.

L’incidenza degli eventi avversi gravi è risultata simile nei due gruppi, così come quella delle infezioni gravi (0,5% contro 0,9%), e non si sono verificati casi di tubercolosi o infezioni opportunistiche. Inoltre, dei sei decessi registrati, solo uno, avvenuto nel gruppo placebo, è stato considerato correlato al trattamento.

Sul fronte dell’efficacia, dopo 16 settimane di terapia, il trattamento con rilonacept ha portato a una riduzione del 70,3% degli attacchi acuti di gotta per paziente rispetto al placebo, così come a una diminuzione dei pazienti che hanno avuto uno o più e due o più attacchi di gotta (P < 0,0001) nonché a una riduzione del 64,9% dei giorni di riacutizzazione della gotta.

Da notare, scrivono Sundy e i colleghi, che le differenze tra farmaco e placebo nel numero di attacchi per paziente si sono manifestate rapidamente, già dopo 4 settimane, alla prima valutazione.

Alla settimana 16, il numero di attacchi di gotta per paziente è risultato pari a 0,51 nel gruppo rilonacept contro 1,73 nel gruppo di controllo (P < 0,0001), la percentuale di pazienti che hanno avuto uno o più attacchi di gotta è stata rispettivamente del 25,7% contro 51,1% (pari a una riduzione del 49,6% nel gruppo rilonacept; P < 0,0001), quella dei pazienti che hanno avuto due  o più attacchi di gotta rispettivamente dell’11,7% contro 34,7% (pari a un riduzione del 66,4% nel gruppo rilonacept; P < 0,0001), mentre il numero totale di giorni di riacutizzazione è risultato rispettivamente pari a 2,7 contro 7,7 (P <0,0001).

Inoltre, l’analisi di Kaplan Meier ha mostrato che nel gruppo rilonacept la prima riacutizzazione è risultata ritardata in modo significativo rispetto al gruppo placebo (P <0,0001).

In base a questi risultati, gli autori concludono che la somministrazione di rilonacept 160 mg sottocute una volta alla settimana ha mostrato un profilo di sicurezza d tollerabilità accettabile nella popolazione studiata e sottolineano che l’incidenza e il tipo di effetti avversi sono risultati in linea con quelli degli studi precedenti, senza sorprese di alcun genere su questo fronte.

Anche la dimostrazione di una superiorità significativa rispetto al placebo in termini di efficacia nella prevenzione delle riacutizzazioni rappresenta una conferma di quanto già emerso in altri trial, aggiungono Sundy e i colleghi.

Pertanto, scrivono i ricercatori, “questi risultati ampliano i dati disponibili su rilonacept e confermano la sua utilità per la prevenzione delle riattivazioni della gotta”. Inoltre, sottolineano in conclusione, “l’osservazione che rilonacept manifesta rapidamente i suoi benefici dopo l'inizio della terapia suggerisce che potrebbe essere un farmaco appropriato sia per i pazienti che iniziano il trattamento con farmaci ipouricemizzanti sia per quelli già in trattamento con questi agenti e a rischio di riacutizzazioni”.

Alessandra Terzaghi

J.S. Sundy, et al. Rilonacept for Gout Flare Prevention in Patients Receiving Uric Acid-lowering Therapy: Results of RESURGE, a Phase III, International Safety Study. J Rheumatol. 2014; doi: 10.3899/jrheum.131226

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