Info | Contatti | 5 MOTIVI PER ISCRIVERSI AL CReI
Giovedi
13 Dicembre
2018

Homepage Primo piano News dal CROI Congressi Terapia Interviste Varie Archivio
TossicitÓ epatica da MTX pi¨ probabile nell'anziano se obeso, con il colesterolo alto e comorbilitÓ

 

27/8/2014

I pazienti anziani naive al metotressato (MTX) possono avere un rischio fino al 90% di aumento degli enzimi epatici entro pochi mesi dall'inizio dell’assunzione del farmaco se sono obesi, hanno il colesterolo alto non trattato e altre comorbilità, assumono farmaci biologici e non assumono integratori di acido folico. Lo evidenzia uno studio osservazionale su un gruppo di veterani Usa, pubblicato di recente su Arthritis Care & Research.

Valori di funzionalità epatica al di sopra della norma prima di iniziare la terapia con MTX dovrebbero fungere da campanello d’allarme, scrivono gli autori di questo studio retrospettivo, eseguito analizzando il database della Veterans Health Administration (VHA) e valutando i dati relativi a 659 veterani over 65 anni trattati con MTX perché affetti da malattie reumatiche, in più della metà dei casi da artrite reumatoide.

A detta dei ricercatori, questo è il più grande studio di popolazione finora pubblicato ad aver valutato i fattori di rischio di alterazioni dei parametri di funzionalità epatica tra i pazienti che iniziano ad assumere MTX.

Utilizzando le cartelle elettroniche contenute nel database del VHA, gli autori sono stati in grado di calcolare un "punteggio di rischio di epatotossicità da MTX " prima dell’inizio del farmaco.

Sono stati considerati valori anomali di transaminasi livelli superiori a 35 mg/ml per l’aspartato aminotransferasi (AST) e a 60 mg/ml per l’alanina aminotransferasi (ALT).

Per stratificare il rischio, i ricercatori hanno considerato la presenza di comorbidità, come diabete, funzionalità renale scadente, livelli elevati di colesterolo totale (pari o superiore a 240 mg/dl), obesità (BMI pari a 30 o superiore) e assunzione concomitante di altri farmaci caratterizzati da tossicità epatica nota, come le statine.

Nei 7 mesi di follow-up, la presenza di tre o più di questi fattori è risultata predittiva di un maggior rischio di aumento moderato dei livelli di ALT e dell’AST (1,5 volte oltre il limite superiore di normalità) tra i pazienti che hanno iniziato ad assumere MTX. Tuttavia, riferiscono gli autori, nel gruppo studiato tale aumento delle transaminasi ha avuto un’incidenza piuttosto bassa, intorno al 6%.

G. Schmajuk, et al., Identification of Risk Factors for Elevated Transaminases in Methotrexate Users Through an Electronic Health Record. Arthritis Care & Research (2014) 66:1159–1166 doi: 10.1002/acr.22294.

leggi

Invia ad un amico Stampa l'articolo
Iscriviti alla Newsletter
Registrati
Condividi
 
Interviste Prossimi Congressi I pi¨ letti del mese
Qual Ŕ l'attivitÓ dei centri ambulatoriali di reumatologia? il caso del Veneto
Come medici e pazienti con fibromialgia giudicano i farmaci
Congresso Cora 2015, novitÓ dal faccia a faccia tra i due presidenti italiani
Approvazione europea per il primo biosimilare di Enbrel
Leggi
La febbre di origine sconosciuta nell'anziano: una prospettiva reumatologica
Leggi
Nuovo test predice successo terapia adalimumab in pazienti affetti da Artrite ruematoide
Leggi
Malattie reumatiche: intimita' a rischio per un paziente su due
Leggi
Archivio Archivio Archivio
Il Giornale del CROI
Testata Registrata al Tribunale di Milano
Direttore Editoriale: Dott. Stefano Stisi
Direttore Responsabile: Dr. Danilo Magliano
Editore: MedicalStar via San Gregorio, 12
20124 Milano - info@giornaledelcroi.it
P.Iva: 09529020019
╚ vietata la riproduzione anche parziale.
Home
Primo piano
News dal CROI
Congressi
Terapia
Interviste
Varie
Archivio
Newsletter
Condividi
Il sito web di CROI non utilizza cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie strettamente necessari per la navigazione delle pagine e di terze parti legati alla presenza dei "social plugin". Per saperne di più Accetto