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Artrite reumatoide e ca al seno, non c'è maggior rischio di recidiva con gli anti-TNF

 

29/8/2014

Le donne affette da artrite reumatoide e che hanno avuto un cancro al seno non hanno mostrato alcun aumento del rischio di recidiva se trattate con farmaci inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF) in uno studio di popolazione di autori svedesi, pubblicato di recente su Annals of the Rheumatic Diseases.

Nel corso di un follow-up medio di quasi 5 anni, i ricercatori, un gruppo del Karolinska Institute di Stoccolma, hanno trovato 9 recidive di cancro al seno tra le 120 donne che stavano assumendo un anti-TNF e altrettanti nei 120 controlli abbinati, anch’esse affette da artrite reumatoide ma non trattate con i biologici.

Dopo aver aggiustato i dati in base alle caratteristiche tumorali, come lo stato dei linfonodi, l’approccio chirurgico e l'uso della chemioterapia, l'hazard ratio di recidiva nelle pazienti in terapia con inibitori del TNF è risultato pari a 1,1 (IC al 95% 0,4-2,8).

Nonostante la diffusa accettazione dei farmaci anti-TNF per l'artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni, permangono alcune preoccupazioni sul possibile sviluppo di tumori e di recidive a causa dei possibili effetti di questi agenti - sia di inibizione sia di stimolazione - sulla biologia dei tumori. Di conseguenza, le linee guida consigliano di evitare il trattamento con inibitori del TNF nei pazienti che hanno avuto un cancro nei 5-10 anni precedenti.

“Visto il rischio elevato di sviluppare un cancro al seno durante la vita (circa il 10%) e l'età simile di picco di insorgenza del cancro al seno e dell’artrite reumatoide (circa 60 anni), avere più dati sulla sicurezza dell’inibizione del TNF nelle pazienti con artrite reumatoide e un storia di cancro al seno è di particolare rilevanza clinica e scientifica "scrivono i ricercatori.

Pertanto, il team del Karolinska ha analizzato i dati provenienti dai registri nazionali sull’uso dei biologici sui tumori per studiare la possibile influenza del trattamento anti-TNF sui tassi di recidiva di cancro al seno dopo la remissione, aggiustando i dati in base ai fattori prognostici e ai potenziali fattori di confondimento.

Il tempo mediano trascorso dalla diagnosi di cancro all’'inizio del trattamento con un anti-TNF per l’artrite reumatoide nel campione analizzato è risultato di 9,4 anni e l'età media delle pazienti di 67 anni.

Il tasso di incidenza di recidiva del cancro al seno è risultato pari a 15 per 1000 anni-persona tra le pazienti che facevano una terapia anti-TNF e 16 per 1000 anni-persona tra quelle non esposte a questi farmaci.

I ricercatori hanno visto anche che il tempo trascorso dalla diagnosi di cancro al seno all'avvio del biologico non altera sensibilmente il rischio di recidiva, L’hazard ratio è risultato, infatti, di 1,4 (IC al 95% 0,2-8,6) per le donne che hanno iniziato il trattamento entro 5 anni dalla diagnosi e 0,8 (IC al 95% 0,3-2,4) per coloro che lo hanno iniziato dopo (P = 0,6).

I ricercatori hanno anche esaminato la percezione del rischio dei medici curanti nella decisione se iniziare il trattamento con un anti-TNF sulla base dei fattori prognostici sia dell’artrite sia del rischio calcolato mediante un modello online di rischio di recidiva.

Delle pazienti sottoposte alla terapia con gli inibitori del TNF, il 51% è stato considerato avente una malattia con attività elevata e un basso rischio di recidiva del tumore, l'11% con una malattia con attività elevata e un alto rischio di recidiva, mentre in quelle rimanenti il rischio non è stato determinato.

Tra quelle non trattate con anti-TNF, il 48% aveva una bassa attività di malattia per cui il trattamento con i biologici non era indicato, nel 12% il trattamento era indicato, ma il rischio di recidiva tumorale è stato considerato troppo alto, nel 6% vi era una controindicazione al trattamento e nel 34% il rischio non è stato determinato.

Nel sottogruppo delle pazienti trattate con TNF e considerate con un "indicazione clinica convincente", ma giudicate a rischio "sostanziale" di recidiva, si sono osservati tre casi di recidiva, mentre in quello delle donne non esposte al biologico nonostante l’indicazione al trattamento, a causa di un aumento del rischio percepito di recidiva tumorale, si avuto un solo caso.

Nella discussione, i ricercatori osservano che precedenti studi osservazionali e metanalisi non hanno rilevato nel complesso un aumento del rischio di cancro tra i pazienti con artrite reumatoide trattati con gli agenti anti-TNF. Tuttavia, ritengono probabile che in questo dato neutrale si nascondano sia aumenti sia riduzioni del rischio in base a fattori come il tipo di tumore e lo stadio.

Ad esempio, uno studio precedente ha dimostrato che le pazienti con un tumore della mammella localmente avanzato e livelli di bassi di TNF hanno una risposta maggiore alla chemioterapia neoadiuvante, mentre un altro lavoro ha evidenziato una sopravvivenza libera da progressione inferiore in pazienti con malattia metastatica e alti livelli di TNF

"I nostri risultati offrono un supporto alle linee guida in cui si afferma che si può iniziare una terapia con anti-TNF nelle pazienti che hanno avuto un cancro più di 5 anni addietro" concludono gli autori, avvertendo però che le implicazioni di un trattamento con questi biologici nelle pazienti con una diagnosi più recente di cancro al seno o con altri tumori con prognosi meno favorevoli non sono chiare.

P. Raaschou, et al. TNF inhibitor therapy and risk of breast cancer recurrence in patients with rheumatoid arthritis: a nationwide cohort study" Ann Rheum Dis 2014; doi: 10.1136/annrheumdis-2014-205745.
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