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Psoriasi, l'anti-IL/17 ixekizumab bene in fase III

 

29/8/2014

Ixekizumab, un nuovo anticorpo monoclonale anti-IL17 sviluppato da Eli Lilly come trattamento anti-psoriasi si è dimostrato superiore a etanercept e al placebo contro le lesioni cutanee negli studi registrativi del programma UNCOVER, tre studi di fase III di cui sono stati da poco annunciati i risultati principali.

Nelle tre prove, che hanno coinvolto in totale 3866 pazienti, il biologico ha centrato tutti gli obiettivi primari e secondari.

Sulla base di questi risultati, Lilly ha reso noto di voler chiedere l’indicazione per il trattamento dei pazienti affetti da psoriasi a placche moderata-grave nel primo semestre del 2015. L’azienda sta inoltre sperimentando l’anticorpo anche contro l’artrite psoriasica.

In tutti e tre gli studi, i pazienti sono stati trattati con un placebo o ixekizumab 80 mg ogni 2 o 4 settimane, per 3 mesi. Nei due con il confronto attivo (UNCOVER 2 e 3), i pazienti potevano assumere etanercept 50 mg due volte a settimana. Nello studio UNCOVER 1, invece, quelli che hanno risposto al trattamento hanno continuato ad assumere placebo o ixekizumab (80 mg ogni 4 o 12 settimane) per un massimo di 60 settimane.

Tra i pazienti trattati con ixekizumab, tra il 78 e il 90% ha avuto una riduzione almeno del 75% delle lesioni cutanee (risposta PASI75) dopo 12 settimane.

Inoltre, il 31-41% di questi pazienti ha ottenuto una scomparsa totale delle lesioni (risposta PASI100), contro il 5-7% dei pazienti trattati con etanercept negli studi UNCOVER 2 e 3.
Inoltre, nello studio UNCOVER 1, si è mantenuta una risposta elevata fino alla sessantesima settimana di trattamento.

L’incidenza complessiva e la gravità degli effetti collaterali osservati con ixekizumab, i più frequenti dei quali sono stati naso chiuso e reazioni nella sede dell’iniezione, sono risultate simile a quelle osservate con etanercept negli studi UNCOVER 2 e 3, riferisce Ely Lilly. Inoltre, la maggior parte delle reazioni nel punto dell’iniezione sono state lievi e la maggior parte dei pazienti che le hanno avute ha continuato il trattamento con ixekizumab.

Secondo alcuni analisti, ixekizumab, se approvato, potrebbe generare un fatturato annuo di 600 milioni di dollari entro il 2020, il che lo renderebbe un prodotto di media importanza per la società, il cui fatturato annuo è di circa 20 miliardi di dollari. Tuttavia, Lilly ha bisogno di nuovi farmaci per ricominciare a far crescere gli utili, visto che i suoi profitti sono scesi per diversi anni a causa della scadenza dei brevetti sui prodotti importanti.

Come altri farmaci iniettabili rivali sviluppati da Amgen e Novartis - brodalumab e secukinumab -  il nuovo anticorpo di Lilly agisce bloccando la citochina infiammatoria IL-17, considerata una delle principali responsabili della psoriasi.

Etanercept, anch’esso di Amgen, è attualmente il farmaco più prescritto per la psoriasi e agisce bloccando il  fattore di necrosi tumorale (TNF).

Nel maggio scorso, Amgen e il suo partner AstraZeneca hanno annunciato che brodalumab ha ottenuto risultati favorevoli in uno studio di fase III, mentre secukinumab ha centrato tutti gli obiettivi in diversi trial di fase III, dimostrandosi anche superiore a etanercept in uno di essi.

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