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Artrite reumatoide, tocilizumab permette di risparmiare corticosteroidi

 

10/10/2014

Il trattamento con tocilizumab permette a molti pazienti con artrite reumatoide di ridurre le dosi di corticosteroidi. A segnalarlo è uno studio multicentrico osservazionale di tipo retrospettivo, opera di un gruppo francese, pubblicato di recente online sulla rivista Rheumatology.

Gli autori, guidati da Clementine Fortunet della clinica universitaria di Digione, hanno aggiunto tocilizumab alla terapia di 130 pazienti affetti da AR che erano in terapia con corticosteroidi a un dosaggio medio giornaliero equivalente a 10 mg di prednisone. Tutti tranne cinque avevano una malattia attiva.

L’età media dei partecipanti era di 56,7 anni, la maggior parte erano donne (l’80,8%) e la diagnosi risaliva mediamente a 16,3 anni prima.

Nel corso di un follow-up medio di 21,3 settimane, 19 pazienti hanno interrotto tocilizumab a causa degli effetti collaterali o di altre ragioni e sei pazienti sono stati persi nel corso del follow-up.

Durante il trattamento con tocilizumab, la dose media giornaliera di corticosteroidi è passata da 10 mg al basale a 8,7 mg dopo 4 settimane, 8 mg dopo 8, 7,5 mg dopo 12 e 6,5 mg dopo 24 (P < 0,0001).

Allo stesso tempo, il punteggio medio di attività della malattia (DAS28) è sceso da 5,1 al basale a 3 dopo 24 settimane (P < 0,0001).

Dopo 6 mesi di trattamento, la maggior parte dei pazienti (il 53,8%) era in trattamento con dosi giornaliere di corticosteroidi di 5 mg o meno e questi farmaci erano stato sospesi completamente in un paziente dopo un mese, in tre dopo 2 mesi, in otto dopo 3 mesi e in 15 dopo 6 mesi.

L’unica variabile risultata correlata con la riduzione della dose dei corticosteroidi è la dose iniziale del farmaco (r = 0,82, P < 0,001).

S è vista, inoltre, una tendenza verso una maggiore riduzione della dose di corticosteroidi nei non responder, risultato che ha portato i ricercatori a ipotizzare che “il principale obiettivo terapeutico del clinico sia quello di ridurre la dose di corticosteroidi, anche se ciò ha un impatto negativo sulle attività della malattia."

" Sono ora necessari altri studi per confermare questi risultati e valutare la correttezza delle ipotesi formulate," conclude il gruppo francese.

Emilio Besada dell’Università di Tromso, in Norvegia, autore di una recente review sui possibili vantaggi di una formulazione sottocutanea di tocilizumab, ha commentato il lavoro dei colleghi dicendo che “tocilizumab è molto efficace nel ridurre il DAS28 grazie al suo rapido effetto sulla proteina C reattiva e sulla  velocità di eritrosedimentazione (dal basale alla settimana 4-8), il che può portare a un’importante riduzione del dosaggio dei corticosteroidi".

"Tuttavia, dopo 8 settimane il DAS28 ha raggiunto un plateau, mentre i medici hanno potuto continuare a ridurre la dose degli steroidi" ha sottolineato il reumatologo. "La riduzione degli steroidi mentre il DAS28 ha raggiunto un plateau e la riduzione nei non-responder possono spiegare come mai il DAS28 non sia correlato con la dose di corticosteroidi durante la somministrazione di tocilizumab" ha aggiunto Besada.

C. Fortunet, et al. Tocilizumab induces corticosteroid sparing in rheumatoid arthritis patients in clinical practice. Rheumatology 2014; doi: 10.1093/rheumatology/keu339.
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