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Artrite giovanile idiopatica sistemica: tocilizumab sicuro ed efficace a 5 anni

 

14/6/2015

I risultati principali dello studio TENDER, un trial clinico presentato nel corso del meeting annuale EULAR che si sta tenendo a Roma, hanno documentato il mantenimento di un'efficacia sostenuta del tocilizumab, a 5 anni dall'inizio del  trattamento, in bambini affetti da artrite giovanile idiopatica (AIG) severa e persistente. Lo studio, inoltre, ha dimostrato la buona tollerabilità del trattamento nello stesso arco temporale.

I dati a 2 anni del medesimo studio avevano già documentato l'efficacia del trattamento con l'inibitore dell'interleuchina 6 nella cura dell'AIG persistente e di grado severo, per cui i risultati dello studio a 5 anni confermano il beneficio del farmaco nel trattamento dell'AIG in questo set di pazienti.

L'AIG, denominata in precedenza artrite reumatoide giovanile, è la malattia reumatica più comune dell'infanzia. Viene definita come una artrite persistente per più di 6 settimane e che insorge prima dei 16 anni.

Si può presentare nel bambino in tre forme:
- la forma oligo o pauciarticolare: è la più frequente; interessa al massimo 4 articolazioni e quasi sempre “grandi articolazioni” come ginocchia, caviglia, gomiti e polsi. Durante il corso della malattia il numero delle articolazioni coinvolte può aumentare; in questo caso si parla di forma oligoarticolare “estended”, cioè estesa ad altre articolazioni
- la forma poliarticolare: sono colpite più di 4 articolazioni fin dalla diagnosi e in genere anche le piccole articolazioni delle mani o dei piedi

-la forma sistemica: in questi bambini prevalgono le manifestazioni di un’infiammazione generalizzata (malessere, febbre elevata, particolari macchie sulla pelle, ingrandimento del fegato, della milza e dei linfonodi). In questa forma, l’artrite può comparire più tardi, anche dopo settimane o mesi di malattia.

Le bambine e le ragazze sono più colpite dei maschi. L'artrite giovanile idiopatica è più frequente nel Nord Europa e meno nei paesi mediterranei.

Nonostante i meccanismi patogenetici dell'AIG non siano ancora completamente noti, l'osservazione di una marcata attivazione del sistema immunitario innato e l'assenza di autoanticorpi ha generato l'ipotesi secondo la quale l'AIG potrebbe essere inquadrata come sindrome autoinfiammatoria e l'IL-6 avrebbe un ruolo primario nello sviluppo di questa condizione.

Alla luce di queste premesse è nato lo studio TENDER, un trial di fase 3 di durata quinquennale, avente lo scopo di determinare l'efficacia la sicurezza di tocilizumab (TCZ), inibitore dell'IL-6, in pazienti affetti da AIG.

Lo studio in questione prevedeva 3 fasi:
-una prima fase, della durata di 12 settimane, che prevedeva la randomizzazione doppio cieco a TCZ o a placebo,
-una seconda fase di estensione del trattamento attivo, in aperto, fino a 2 anni
-una terza fase di estensione del trattamento attivo, in aperto, fino a 5 anni. In questa terza fase, ai pazienti che mantenevano la condizione di malattia clinicamente inattiva per 3 mesi (dopo completamento della seconda fase) era data la possibilità di essere sottoposti a regime di trattamento alternativo, comprendente la riduzione della posologia e la successiva sospensione del trattamento.

I risultati della terza fase del trial hanno sostanzialmente confermato la fase di estensione del trattamento con TCZ a 2 anni.

In particolare, lo studio ha dimostrato che:
- le risposte ACR si sono mantenute immutate nel corso del trial;
- 39 pazienti su 122 hanno mantenuto la condizione di inattività di malattia per 12 settimane ed hanno iniziato il regime di trattamento alternativo; 32 hanno completato lo studio;
- il trattamento con TCZ ha portato alla riduzione della posologia di glucocorticoidi (GC) orali;
Per quanto riguarda la safety, il trattamento con TCZ è risultato ben tollerato.

A tal riguardo, è stato osservato che:
- il tasso di eventi avversi/anno e di AE seri non è aumentato da 2 a 5 anni di follow-up;
- la maggior parte degli AE non è risultata correlata al trattamento in oggetto e le infezioni sono state causa di AE seri in un caso su due;
- non sono emersi nuovi segnali di safety
- sono stati documentati 4 decessi in 5 anni, solo uno dei quali (decesso per sepsi) correlato direttamente al trattamento in oggetto.

1) De Benedetti F. et al. Safety and efficacy of Tocilizumab in Patients With Systemic Juvenile Idiopathic Arthrititis: 5-Year Data from TENDER,  a Phase 3 Clinical Trail - Poster Presentation THU0508.

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